A fine settembre, dopo una trentina scarsa d’anni di onorato servizio e disonorato devasto, le strade mia e del mio appartamento si divideranno. A tempo debito suppongo che scriverò uno di quei post lagnosi in cui ricordo i tanti bei momenti passati assieme. Al momento, però, mi preme più che altro sottolineare una cosa: non tutto ciò che si trova qua dentro verrà via con me. Una sostanziale fetta di mobili, per dire, resterà qui. E c’è di tutto: plotoni di Billy e altre diavolerie Ikea (tipo un mobile da TV), un grosso guardaroba, un paio di letti, altrettante librerie, una lavatrice seminuova, scaffali. In più è possibile, oserei dire probabile, che decida di disfarmi di un po’ di fumetti (americani, giapponesi, italiani, la casa offre di tutto) e di riviste (per lo più cinema e videogiochi).
Ora, tutto ciò che non mi porto dietro può finire (1) alla discarica, (2) nelle mani di gente che ha voglia di comprare o (3) nelle mani di bisognosi. Chiunque mi legga e ritenga di voler comprare o di essere bisognoso (o di essere una discarica) si faccia pure avanti, da qui a fine settembre. Possibilmente più qui che a fine settembre.
I videogiochi, i libri e i DVD scordateveli, quelli me li porto nella tomba. E pure gran parte dei fumetti e delle riviste, sia chiaro.
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